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Oltre ai ricavi ottenuti grazie al Conto Energia, il possessore di un impianto fotovoltaico può usufruire dell’energia prodotta mediante lo Scambio sul Posto e procedere alla vendita dell’energia se questa risultasse in eccesso rispetto ai suoi fabbisogni.

Lo Scambio sul Posto (regolato dalla delibera Aeeg n. 74/08 e successivi aggiornamenti) permette al titolare o gestore di un impianto di produzione di energia elettrica come il fotovoltaico, di immettere in rete l’energia elettrica prodotta in eccesso (cioè non immediatamente auto-consumata) e di prelevare in qualsiasi altro momento l’energia che necessita.

In termini pratici, oltre al contatore GSE sarà installato un contatore di energia (contatore bidirezionale) che rileva e contabilizza i kWh immessi in rete, ovvero l’energia in più ceduta al gestore di rete locale (come ad es. l’ENEL), e quelli prelevati.

Per comprendere meglio come avviene questo scambio, si può immaginare la rete nazionale come una batteria di capacità infinita sulla quale il produttore immette l’energia prodotta e dalla quale ne preleva in caso di necessità (ad esempio di notte quando l’impianto fotovoltaico non produce).

Con questo sistema, se si progetta un impianto in grado di produrre sufficienti KWh/anno a totale copertura dei propri fabbisogni energetici, la bolletta viene praticamente azzerata (ad esclusione degli oneri di abbonamento).

Nel caso sia prodotta una quantità di energia superiore a quanta se ne consuma si procede alla vendita diretta al gestore di rete locale. Al momento il surplus di energia prodotta non viene remunerato in euro, ma trasformato in un credito che resterà attivo negli anni successivi ma si attende a breve una revisione della materia.

Lo scambio sul posto è applicabile agli impianti di potenza inferiore a 200 kWp solo se entrati in esercizio dopo il 31 dicembre 2007, mentre per quelli entrati in funzione prima di questa data il limite è fissato a 20 kWp.